Blogger: simo3775
Nome: la Simo
Chi sono? Ma sono la Simo! :)
Chi mi conosce sa cosa vuol dire, chi non mi conosce forse lo imparerà.. :)

Odi..
gli ipocriti, gli opportunisti, i finti depressi che in realtà sono solo parassiti, le persone noiose, i miei vicini rumorosi, chi tratta male gli animali, il melone
.. et amo
i gatti, le serate tra amici, i cartoni animati, le lasagne al forno, il cinema, ridere fino alle lacrime, trovare l'ascensore al piano quando torno a casa, il sole (se non brucia), le margherite, il mare, l'arte, i viaggi
i miei film
L'estate di Kikujiro (Kitano), Kill Bill Vol. 1 e 2 (Tarantino), American Beauty (Mendes), Non uno di meno (Yimou), Hong Kong Express (Kar Wai), Pulp Fiction (Tarantino), Magnolia (Anderson), In the mood for love (Kar Wai), Fahrenheit 451 (Truffaut), Film Blu (Kieslowski), Colazione da Tiffany (Edwards), La meglio gioventù (Giordana), Pane e Tulipani (Soldini), Le fate ignoranti (Ozpetek), Ovosodo (Virzì)
i miei libri
Il piccolo principe (Antoine de Saint-Exupéry), Cent'anni di solitudine (Gabriel Garcia Marquez), L'alchimista (Paulo Coelho), L'isola di Arturo (Elsa Morante), Il nome della rosa (Umberto Eco), Kitchen (Banana Yoshimoto), La regina disadorna (Maurizio Maggiani), Oceano Mare (Alessandro Baricco)
la mia musica
Ray Charles, Elton John, Janis Joplin, Fabrizio De André, Francesco Guccini, Aretha Franklin, Chet Baker, Keith Jarrett
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Il blog di Casa la Simo
pensieri in ordine sparso
lunedì, 08 settembre 2008, 09:48

Stanotte ho sognato la Petunia!

Eravamo in ufficio, ma al posto delle scrivanie c'erano due letti e lei stava sempre sul mio per non scaldare il suo... e già non ci siamo...
A un certo punto arriva un signore, forse uno della manutenzione dei condizionatori, e lei inizia a trattare malissimo sia lui che me... Io, atterrita, la guardo e penso «Basta, adesso non ce la faccio proprio più a sopportarla...» e così, quando il signore se ne va, la affronto e inizio a lamentarmi dei suoi comportamenti e a dirle che, appunto, non riuscivo più a sostenere la situazione...
Lei, per tutta risposta, mi dice «Sì, secondo me è meglio se ti licenzi» ... Cosa?! Lei si comporta così e dovrei rimetterci io, licenziandomi?!
Prendo e vado dal Boss, che per magia si era trasformato nel Boss del mio vecchio lavoro. Busso alla porta del suo ufficio, intenzionata a raccontargli tutto, apro la porta e trovo un ambiente molto buio, con lui che dorme straiato sulla sedia, con i piedi sulla scrivania... Mi scuso per il disturbo, chiudo la porta e vado verso l'ufficio dei miei colleghi. A loro racconto la situazione e per fortuna in loro trovo solidarietà e appoggio contro la mia insopportabile compagna d'ufficio. Vengono insieme a me per affrontarla, ma nella nostra stanza lei non c'è più.
Al suo posto, appeso a un muro, c'era una pagina di giornale ben piegata, che mi ha ricordato il "sacchetto" che appiccico al muro quando devo fare dei buchi con il trapano, su cui aveva attaccato un biglietto con su scritto qualcosa tipo "questo per ricordarti ciò che c'è stato tra di noi"...  ... ma dentro non c'era nulla.

Mah... devo dire che questo sogno, di cui non ho capito nulla, mi ha lasciato addosso un po' d'inquietudine...
E se qualcuno se lo stesse chiedendo: sì, ieri sera ho mangiato pollo

Buon lunedì!

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venerdì, 05 settembre 2008, 09:42

Vorrei dire tante cose ma le parole si fermano in gola, annodandosi a ricordi addolciti dalla pietà del tempo.
La sopraelevata, le ottoecinquanta, forza campione, stia pure qui signorina, quell'aggeggio giallo, le tredicieventi, il terrazzino della nonna con la tenda verde tirata giù, u mæ figêu, tutto quel che segue.

noi

Ti penso.

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mercoledì, 03 settembre 2008, 13:50

Stanotte, in una fase di sonno pieno e senza sogni, sono stata svegliata da un boato incredibile.
Ancora intontita, nel buio della mia stanzetta ho premuto il pulsante per proiettare l'ora sull'anta dell'armadio. Si è acceso un 3:21 di colore rosso, che mi ha fatto pensare che era un bel numero... pensa che casualità: tre, due, uno... sembra un conto alla rovescia...
- ebbene sì, penso a cose assurde e di dubbia utilità anche in piena notte, peraltro mezza assonnata -

Sì va bene, ma che succede? Cos'è questo rumore? Qualcuno mi dica qualcosa!
Alla fine era un tuono fortissimo, a cui è seguita una pioggia scrosciante che è durata per ore.
Pensavo già di svegliarmi e trovare la città allagata, calcolavo che avrei dovuto chiamare la Fra entro le 7:20 per chiederle un passaggio in auto e pensavo che l'estate è davvero finita, se di punto in bianco arrivano questi acquazzoni...

E invece no, stamattina era tutto di nuovo normale e non c'erano segni di alluvione... adesso vediamo se questi nuvoloni che incombono sulla città sapranno produrre nuova acqua...
Io sono col babbascooter... quindi, in caso, dalle 17:30 in poi, per favore!

fulmine

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lunedì, 01 settembre 2008, 14:15

Stanotte ho sognato che mi suicidavo.
Andavo sul mio terrazzino di un metro per uno, guardavo di sotto, scavalcavo la ringhiera e mi buttavo.
Poi, cadendo, pensavo che una volta qualcuno mi ha detto che le persone che si suicidano buttandosi di sotto sono solite togliersi le scarpe. Allora la scena si riavvolgeva, io tornavo sul terrazzino, mi toglievo le scarpe e mi buttavo.
Poi, cadendo, pensavo che la mia posizione era strana, che sarei finita tutta storta e magari mi sarei solo rotta qualcosa (senza morire del tutto, intendo)... Allora la scena si riavvolgeva nuovamente, ma mentre risalivo pensavo che dall'ottavo piano è difficile uscirne vivi... e quindi ho smesso di risalire, ho premuto un ideale tasto play e sono piombata verso il basso.

Mi sono svegliata al momento dell'impatto con il suolo, o giusto un attimo prima, e ho avuto paura.
Ho pensato «Cazzo, mi sono suicidata!» (non si può essere fini in certi casi), e ho rivisto mentalmente le scene della caduta e ho pensato a quell'insolita prospettiva del mio poggiolo...

 

Guardavo prima su internet per il significato di questo sogno, per curiosità... In sintesi, dice che sognare il suicidio indica il bisogno di liberarsi di quella parte di sé che rende difficile il distacco da una situazione precedente che dobbiamo o vogliamo lasciarci alle spalle...
Ma pensa te...
Effettivamente, se davvero è così, questo sogno non ha poi tanto torto... Anche il fatto di riavvolgere il nastro, di voler vedere il tutto sotto un'ottica diversa, e poi comunque lasciare scorrere la storia...

E proprio oggi, giusto perché i sogni non arrivano mai a caso, mi sono trovata a spendere ancora energie per ribadire il finale della storia, e lasciar andare quel nastro in un dovuto e necessario play...
E se non si fosse capito, lo ripeto: basta.

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domenica, 31 agosto 2008, 20:13
Questo ultimo romanzo di Francesco Guccini raccoglie sette brevi racconti caratterizzati dal suo solito gusto poetico, da quell'ironia che lo distingue e dalla semplicità di ambientazioni e personaggi.

Un romanzo breve come un battito di ciglia, ottimo per intervallare letture più impegnative, che tratteggia figure a tratti meste, a volte brillanti, comunque sempre argute e significative.

L'ultimo racconto, che dà il titolo all'opera, è di una malinconia struggente... Da solo vale l'acquisto dell'intero libro.

icaro

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venerdì, 29 agosto 2008, 10:56

Dopo neanche una settimana di lavoro, io e la Petunia abbiamo già litigato. Poteva essere altrimenti?

L'oggetto della discussione, questa volta, è la temperatura all'interno del nostro ufficio.
A lei dà fastidio l'aria condizionata, perché le scatena una serie inenarrabile di malesseri e un conseguente mugugno continuo, che devo peraltro sopportare io... quindi niente condizionatore (sigh).
Resta solo la porta-finestra e un po' di pazienza (mia), aiutate in questi giorni da un vento agitato che rende più sopportabile l'ultima botta di caldo estivo.
Peccato però che la mia scrivania si trovi perfettamente in linea tra la porta-finestra e la porta d'ingresso del nostro ufficio, quindi in piena corrente!
Posso lamentarmi un po' anche io? Ok, grazie!  Stare in corrente mi dà particolarmente fastidio, perché a un iniziale effetto di frescura e benessere segue un indolenzimento delle articolazioni che proprio non sopporto, quindi l'unica soluzione è lasciare la porta-finestra aperta e chiudere la porta del nostro ufficio, e così abbiamo fatto fino a oggi.

Di punto in bianco, però, alla mia odiosa dirimpettaia questo compromesso non piace più, perché le porte chiuse sono la cosa che odia più di ogni altra... Questa è nuova! Non ho mai saputo che le porte chiuse fossero tra le cinque cose che odia di più al mondo, visto che ogni giorno se ne inventa una diversa!
Il risultato finale è che lei, con i suoi soliti modi da Petunia inacidita, ogni mezz'ora mi chiede se mi va bene tenere la porta aperta, se ho freddo, se ho caldo, se voglio accendere il condizionatore (sì, così dopo 10 minuti inizierebbe a lamentarsi!), giusto per provocarmi un po'... E io, che non ho intenzione di prendere un colpo d'aria per colpa sua, mi limito a risponderle seccamente e a tenere la porta semi-aperta, in modo da non essere completamente in corrente e di consentire a lei l'illusione di una via di fuga...

E mentre mi domando perché io debba sempre avere a che fare con persone mentalmente disturbate, rilevo che la mia mancanza di pazienza nei suoi confronti, già così accentuata a pochi giorni dalle ferie, può anche dipendere da una serie di fattori che, in questo ultimo periodo, mi rendono alquanto nervosetta.
C'è che la ripresa è stata un po' traumatica da diversi punti di vista, c'è che dormo male per un rumore fastidioso di dubbia provenienza, esattamente piazzato sopra la mia testa, e c'è che ho avuto brutte notizie che mi hanno lasciato una sensazione di vaga tristezza, scatenando riflessioni cupe e pessimistiche...
Tra l'altro, non so se succeda anche a voi, quando mi capita di pensare in negativo finisco per far sprofondare in un buco nero tutti gli ambiti della mia vita, in una spirale di pessimismo cosmico che Leopardi, in confronto, era Krusty il Clown... Sei giù per qualcosa e ti butti giù a catena un po' per tutto... Che palle! Risulto noiosa anche a me stessa!

Che dire... passerà.
Intanto il weekend è alle porte, ed è già qualcosa.

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martedì, 26 agosto 2008, 19:07
Un incontro per caso con una compagna di scuola, giusto il tempo di salutarci e di sentirmi dire Hai saputo di D.? ... No, non ho saputo ... Ma come, era sul giornale ...

Mia Mamma dice almeno non è morto...
Sì, è vero, però...

Lei continuava a parlare e a me venivano in mente le immagini della nostra infanzia.
Noi compagni di giochi da maschi, ché io una bambina infiocchettata non lo sono mai stata... Noi che scherzavamo, e la sua risata contagiosa che risuona nelle mie orecchie... Il clamoroso pugno che mi aveva dato a un braccio, con cui intendeva dimostrarmi il suo affetto... Gli anni dell'adolescenza, i primi amori, i suoi fratelli e il suo impegno sociale... Lui spesso a casa mia, lui spesso ad aiutare mio padre nei ricoveri d'urgenza...

E ora?...

E ora la vita va avanti.
Sì, è vero, però...

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lunedì, 25 agosto 2008, 11:58

Un grande classico del mio periodo estivo è la cena in una località sulle alture della Riviera di Ponente, da tenersi necessariamente dopo il 15 agosto. Quello è il giro di boa, è il giorno che decreta inevitabilmente la fine dell'estate e da lì in poi è tutta discesa verso l'autunno e verso il recupero della solita quotidianità.
Sabato sera ero lì.
Il posto è sempre lo stesso, da anni, il menù è sempre lo stesso, da anni, e ultimamente anche il tavolo è sempre lo stesso...  ... be' sì, io e i miei amici amiamo i punti fermi!
Si mangia bene, si sta al fresco, si chiacchiera delle rispettive vacanze, si fanno progetti sull'autunno e ci si prende in giro, ché motivi per farlo se ne trovano sempre... E' una bella serata, che aspetto sempre con piacere, che mi fa riprendere il solito ritmo con un sorriso in più...

E infatti eccomi qui, primo giorno in ufficio dopo ben tre settimane di ferie... che trauma!
Giro di saluti, scambio di regalini, racconti vari e poi, con molta calma, presa coscienza della postazione di lavoro, momenti di vuoto al cospetto delle password dimenticate, recupero delle nozioni base, almeno quelle, sul lavoro e la sua gestione... La Petunia è piuttosto tranquilla, e mi chiedo quanto durerà l'effetto di tre settimane lontana dall'ufficio... un giorno e mezzo?! Speriamo, sarebbe già tanto!

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mercoledì, 20 agosto 2008, 23:16
eh

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lunedì, 18 agosto 2008, 15:51
Dopo un breve rientro a casa, giusto il tempo di lavare qualche maglietta e recuperare la mia patente, inopportunamente dimenticata a casa (no comment...), sono ripartita per la seconda parte della mia vacanza, trascorsa con la Gallina de mi corazon

The Sistine Chapel (che sarebbe il suo pollaio) è in ristrutturazione, quindi sono stata ospite di Villa il Gino, un vero e proprio hotel a cinque stelle dove alloggiavo in una suite imperiale, con adiacente bagno immenso (magari ce l'avessi a casa mia!), e dove disponevo di uno chef personale, il Gino in persona, che ha deliziato i nostri palati con gustosissime ricette realizzate con gli ingredienti dell'orto... altro che verdure dell'Ipercoop!

In questi giorni abbiamo fatto qualche giro per le sue zone e ci siamo anche riposate, io dalla prima parte della vacanza e lei dal suo secondo lavoro di affreschista della Chapel... Abbiamo cenato al ristorante brasiliano, abbiamo cercato menta fresca e fragole per i nostri cocktail (oltre all'introvabile lime!!) e abbiamo mangiato l'immancabile polletto, che ho trovato buonissimo come sempre... quand'è che apriranno un franchising anche a Zena?!

C'è stato anche lo spazio per una gita veneziana! Ormai io, che non ero mai stata a Venezia, da un anno a questa parte non faccio altro che andarci...
Quella mattina, dopo aver viaggiato in una cella frigorif... ehm... ah no, era un treno leggermente climatizzato... siamo arrivate fresche (soprattutto) e pimpanti (più o meno, dai) alla Serenissima.
Mi è caro precisare, prima di raccontarvi della nostra giornata, che la Gallina, nota come la reginetta del mugngno, durante questa gita è stata così brava da non mugugnare praticamente mai. Il fatto che abbia recuperato il tempo perduto appena tornate a casa, è un particolare d'importanza trascurabile

Dicevo della nostra gita... abbiamo girato come due disperate e ci siamo lanciate nello shopping più sfrenato, che a Venezia non fa bene soprattutto al portafogli, ma tant'è...
L'obiettivo primo era trovare un paio di occhiali da sole, chissà perché, e alla fine siamo state entrambe accontentate, lei con un occhiale rosa e io con un occhiale a mascherina (a Venezia che occhiale potevo prendere, scusate?!). Ma non ci siamo limitate a quelli, e alla fine della giornata avevamo il nostro bel carico di sacchetti...
E abbiamo preso anche la gondola! Per ben 50 centesimi a testa! Sì perché ci sono dei punti in cui le gondole ti traghettano da una parte all'altra del canale e noi, novelle anime dannate, ci siamo affidate a un Caronte in maglietta a righe e cappello di paglia, che ci ha portate sull'altra sponda. E ora posso dire di essere stata in gondola! E ora la Gallina può dire che non ci tornerà mai più, visto che nel giro di due minuti ha rischiato di vomitare!

Il momento delle nostre giornate che, più degli altri, ricordo con un sorriso, è la sera.
Il Gino, stremato dai lavori alla Chapel e dalle mansioni di chef personale, si ritirava nelle sue stanze, e noi due galline restavamo ancora un po' insieme, a ciatellare di tutto e niente, a coccolare la Milly e respirare un po' d'aria profumata di verde e quiete... così, come se fosse la cosa più naturale del mondo, come se potessimo farlo ogni giorno, e invece no.

Per finire, devo dirvi che la mia Gallina ha un po' la paranoia della giovane diva cittadina, che sarei io, mortalmente annoiata dai ritmi del paesino di campagna... che Gallina...
Ma tu lo sai o no che sono venuta per stare con te, indipendentemente dal posto in cui eravamo... e sì che lo sai, visto che mi sono anche sciroppata più di un episodio del tuo telefilm preferito, Dawson's Creek, e ho anche rischiato la visione di High School Musical, Uno ma anche Due, a cui mi sarei sottoposta di buon grado, con la stoica resistenza che solo un forte sentimento d'amicizia ti può dare...

Ciao Gallina, ti aspetto. Vieni presto.
Love, 7.

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