Blogger: simo3775
Nome: la Simo
Chi sono? Ma sono la Simo! :)
Chi mi conosce sa cosa vuol dire, chi non mi conosce forse lo imparerà.. :)

Odi..
gli ipocriti, gli opportunisti, i finti depressi che in realtà sono solo parassiti, le persone noiose, i miei vicini rumorosi, chi tratta male gli animali, il melone
.. et amo
i gatti, le serate tra amici, i cartoni animati, le lasagne al forno, il cinema, ridere fino alle lacrime, trovare l'ascensore al piano quando torno a casa, il sole (se non brucia), le margherite, il mare, l'arte, i viaggi
i miei film
L'estate di Kikujiro (Kitano), Kill Bill Vol. 1 e 2 (Tarantino), American Beauty (Mendes), Non uno di meno (Yimou), Hong Kong Express (Kar Wai), Pulp Fiction (Tarantino), Magnolia (Anderson), In the mood for love (Kar Wai), Fahrenheit 451 (Truffaut), Film Blu (Kieslowski), Colazione da Tiffany (Edwards), La meglio gioventù (Giordana), Pane e Tulipani (Soldini), Le fate ignoranti (Ozpetek), Ovosodo (Virzì)
i miei libri
Il piccolo principe (Antoine de Saint-Exupéry), Cent'anni di solitudine (Gabriel Garcia Marquez), L'alchimista (Paulo Coelho), L'isola di Arturo (Elsa Morante), Il nome della rosa (Umberto Eco), Kitchen (Banana Yoshimoto), La regina disadorna (Maurizio Maggiani), Oceano Mare (Alessandro Baricco)
la mia musica
Ray Charles, Elton John, Janis Joplin, Fabrizio De André, Francesco Guccini, Aretha Franklin, Chet Baker, Keith Jarrett
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Il blog di Casa la Simo
pensieri in ordine sparso
domenica, 31 agosto 2008, 20:13
Questo ultimo romanzo di Francesco Guccini raccoglie sette brevi racconti caratterizzati dal suo solito gusto poetico, da quell'ironia che lo distingue e dalla semplicità di ambientazioni e personaggi.

Un romanzo breve come un battito di ciglia, ottimo per intervallare letture più impegnative, che tratteggia figure a tratti meste, a volte brillanti, comunque sempre argute e significative.

L'ultimo racconto, che dà il titolo all'opera, è di una malinconia struggente... Da solo vale l'acquisto dell'intero libro.

icaro

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lunedì, 12 maggio 2008, 09:59

Le mie parole non saranno mai abbastanza intense e profonde per rendere merito al romanzo che ho appena finito di leggere, Mille splendidi soli, seconda opera di Khaled Hosseini, apprezzato autore de Il cacciatore di aquiloni.

mille splendidi soli

Una storia di donne nell'Afghanistan degli ultimi trent'anni, dai tempi del re fino ai talebani, attraverso privazioni e sofferenze, umiliazioni e violenza, in un mondo che non è più umano, dove la dignità femminile non vale nulla.
Una storia che è un pugno nello stomaco, che fa piangere e riflettere, che fa pensare.
Un libro che ho adorato e che vi consiglio con tutto il cuore.

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martedì, 22 aprile 2008, 15:31

Ho finalmente ultimato la lettura di questo lungo romanzo di Natsume Soseki, considerato un capolavoro della letteratura giapponese del Novecento.

Nelle sue quasi 500 pagine, racconta uno spaccato di vita giapponese dell'era Meiji visto con gli occhi di un gatto, senza nome e incapace di cacciare topi, che abita nella casa di un professore con il carattere di un'ostrica, che si atteggia a grande studioso ma che passa i pomeriggi a dormire o a parlare di tutto e nulla con la sua stramba compagnia di amici.

Il gatto descrive le personalità di questi personaggi sull'ideale palcoscenico del salotto di casa, dipingendo con filosofia felina un'immagine grottesca degli esseri umani e dei loro difetti: gli uomini, paragonati ai gatti, risultano sempre più incivili e meschini.

Il libro scorre lento e questa lentezza profuma di Giappone e di ritualità, condita da quei dialoghi grotteschi che si ritrovano anche in una certa cinematografia giapponese.
A me è piaciuto, ma lo consiglio solo agli amanti sia del Giappone che dei gatti

io sono un gatto

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venerdì, 21 marzo 2008, 10:50

Questa volta vi parlo di un libro a me particolarmente caro, perché scritto dal mio amico blogger Trentamarlboro.

Sapete che non mi piacciono le anticipazioni sulla trama, perché non voglio rovinare il piacere della lettura, ma che questo breve e intensissimo romanzo mi ha emozionata devo proprio dirvelo.
La storia di Mattia e dei suoi compagni, dagli anni Ottanta sui banchi del liceo al diventare adulti e ritrovarsi, dieci anni dopo, è la storia di una generazione. La mia.

E quindi sarà perché certi anni li ho vissuti anche io, sarà che certe sensazioni di morte e rinascita, conclusione e inizio le ho provate anche io (o forse le abbiamo provate tutti?), sarà lo stile veloce, mai banale e ricco di immagini che restano dentro, sarà per questo e molto altro, ma mi è arrivato al cuore.
Mi sono commossa, ho riso e mi sono appassionata al racconto, e alla fine avevo voglia di leggere il seguito, di sapere come andrà a finire, di scoprire se i sogni di Mattia avranno un tempo e uno spazio, di conoscere il volo delle sue ali diverse..

Leggetelo, se potete. Sono sicura che vi resterà dentro, come è capitato a me.

trentamarlboro

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martedì, 22 gennaio 2008, 10:12

Domenica ho finito di leggere La kryptonite nella borsa, l'ultimo romanzo di Ivan Cotroneo.
Ho scelto questo libro senza conoscere l'autore, colpita dal titolo e dalla frase riportata sul retro:
Ogni famiglia ha i suoi segreti, ma alcuni fanno più ridere di altri.
Avevo voglia di ridere, o quanto meno di distrarmi un po', quindi ho scelto questo libro che si è poi rivelato divertente, brillante e allo stesso tempo commovente e tenero.

E' la colorata storia di Peppino e della sua famiglia, ambientata nella Napoli degli anni 70.
Una famiglia come tante, e per questo unica e speciale.
C'è la mamma sempre a letto con il mal di testa, il papà con la sua Fiat 850 azzurro avion, la nonna che cucina sempre, il nonno che alleva pulcini che muoiono oppressi dal suo amore e gli zii che gli fanno da baby sitter portandolo con loro nella Swingin' Naples dei collettivi femministi e delle feste negli scantinati.
In tutto questo c'è anche lo spazio per un supereroe partenopeo, un Superman bizzarro in calzamaglia blu e mantellina rosa da parrucchiere che aiuterà Peppino a credere in se stesso e spiccare il suo volo.

lakryptonitenellaborsa

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martedì, 08 gennaio 2008, 20:45

E' da due anni che le persone intorno a me continuano a parlarmi di questo libro, senza avermi mai abbastanza convinta a leggerlo.
Invece, in questi giorni, mia Mamma si è presentata a casa mia con due libri, dicendo che dovevo assolutamente leggerli perché erano troppo belli e meritavano.. E così, senza pensarci troppo, ho letto Il cacciatore di aquiloni, di Khaled Hosseini.

Non voglio scrivere niente sulla trama, perché non voglio rischiare di togliere a un potenziale lettore il piacere di scoprire da solo questo libro.
Dico solo che è la storia di Amir e Hassan, due ragazzini che vivono l'infanzia insieme nella Kabul degli anni 70 e che crescono due vite differenti, come differenti sono le loro origini e la loro condizione. Sullo sfondo della loro storia - una storia di amicizia, tradimento, redenzione e riscatto - le vicende afghane: la fine della monarchia, l'invasione russa, il regime talebano.
E dico anche che l'ho amato, l'ho letto in pochi giorni, e mi sento di consigliarlo a chi non lo conosce.. quindi, immagino, praticamente nessuno..

cacciatore

Sono diventato la persona che sono oggi all'età di dodici anni, in una gelida giornata invernale del 1975.
Ricordo il momento preciso: ero accovacciato dietro un muro di argilla mezzo diroccato e sbirciavo di nascosto nel vicolo lungo il torrente ghiacciato. E' stato tanto tempo fa. Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato. Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente. Sono ventisei anni che sbircio di nascosto in quel vicolo deserto. Oggi me ne rendo conto.

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mercoledì, 02 gennaio 2008, 13:49

Il nonno pugilista prese tra le mani enormi la bambina e ciondolò fino alla finestra per guardarla alla luce della luna, che si stagliava enorme dietro un olmo. Scostò con un dito la copertina che l'avvolgeva per vedere meglio il suo viso. "A me" disse "sembra la più bella di tutte".

Questo l'incipit dell'ultimo racconto di Gian Antonio Stella, inviato del Corriere della Sera, che affronta il tema dei "bambini imperfetti" con la storia di Nora e Primo, nonni di una bambina down che chiamano Letizia e che crescono come se fosse una figlia, facendo le veci dei genitori assenti per motivi diversi..

Un tema difficile, una storia potenzialmente "normale" con un finale che però scivola nella favola buonista.. questo pareggia sicuramente il conto con la cruda realtà descritta, seppur con toni delicati, ma trova poca corrispondenza con la vita di una qualunque persona portatrice di handicap.

labambina

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giovedì, 20 dicembre 2007, 14:22
La grammatica di Dio di Stefano Benni è il primo libro che ha attirato la mia attenzione quando, l'altra domenica, io e il Tene abbiamo varcato la soglia della Feltrinelli.

Questa libreria è da sempre per me fonte di energia vitale e al contempo di relax profondo; ho sempre amato passare del tempo tra gli scaffali, fermarmi a leggere qualche pagina, seduta sui gradini del piano interrato o sui panchetti, e uscirne soddisfatta con un sacchetto pieno di libri.
Da tanto tempo non mi concedevo questo lusso, forse perché per tanto, troppo tempo non mi sono concessa spazi miei per ricaricarmi.. Senza neanche accorgermene ho smesso di leggere, di dedicarmi ai miei paciughi, di divertirmi..
Ma non è di questo che voglio parlare.

Il sottotitolo di questo libro è storie di solitudine e allegria, e anche questo mi ha colpita, perché adoro Benni proprio per la sua capacità di dipingere con la stessa intensità gli aspetti comici e i risvolti drammatici dell'esistenza.
In questo suo ultimo lavoro c'è questo e molto di più, dalla cieca, ottusa fedeltà del cane Boomerang alla tristezza di Alice e del suo desolato paese delle meraviglie.. dalla malinconica rosa rossa di un vecchio burbero al furioso Orlando e il suo piccolo, rumoroso segreto.. da frate Zitto al dottor Milione e la paura di essere uno Zero..
Venticinque storie di altrettante umanità, personaggi quotidiani che sfilano la loro umanità attraverso queste pagine, appassionandomi.

benni

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