Blogger: simo3775
Nome: la Simo
Chi sono? Ma sono la Simo! :)
Chi mi conosce sa cosa vuol dire, chi non mi conosce forse lo imparerà.. :)

Odi..
gli ipocriti, gli opportunisti, i finti depressi che in realtà sono solo parassiti, le persone noiose, i miei vicini rumorosi, chi tratta male gli animali, il melone
.. et amo
i gatti, le serate tra amici, i cartoni animati, le lasagne al forno, il cinema, ridere fino alle lacrime, trovare l'ascensore al piano quando torno a casa, il sole (se non brucia), le margherite, il mare, l'arte, i viaggi
i miei film
L'estate di Kikujiro (Kitano), Kill Bill Vol. 1 e 2 (Tarantino), American Beauty (Mendes), Non uno di meno (Yimou), Hong Kong Express (Kar Wai), Pulp Fiction (Tarantino), Magnolia (Anderson), In the mood for love (Kar Wai), Fahrenheit 451 (Truffaut), Film Blu (Kieslowski), Colazione da Tiffany (Edwards), La meglio gioventù (Giordana), Pane e Tulipani (Soldini), Le fate ignoranti (Ozpetek), Ovosodo (Virzì)
i miei libri
Il piccolo principe (Antoine de Saint-Exupéry), Cent'anni di solitudine (Gabriel Garcia Marquez), L'alchimista (Paulo Coelho), L'isola di Arturo (Elsa Morante), Il nome della rosa (Umberto Eco), Kitchen (Banana Yoshimoto), La regina disadorna (Maurizio Maggiani), Oceano Mare (Alessandro Baricco)
la mia musica
Ray Charles, Elton John, Janis Joplin, Fabrizio De André, Francesco Guccini, Aretha Franklin, Chet Baker, Keith Jarrett
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Il blog di Casa la Simo
pensieri in ordine sparso
lunedì, 01 settembre 2008, 14:15

Stanotte ho sognato che mi suicidavo.
Andavo sul mio terrazzino di un metro per uno, guardavo di sotto, scavalcavo la ringhiera e mi buttavo.
Poi, cadendo, pensavo che una volta qualcuno mi ha detto che le persone che si suicidano buttandosi di sotto sono solite togliersi le scarpe. Allora la scena si riavvolgeva, io tornavo sul terrazzino, mi toglievo le scarpe e mi buttavo.
Poi, cadendo, pensavo che la mia posizione era strana, che sarei finita tutta storta e magari mi sarei solo rotta qualcosa (senza morire del tutto, intendo)... Allora la scena si riavvolgeva nuovamente, ma mentre risalivo pensavo che dall'ottavo piano è difficile uscirne vivi... e quindi ho smesso di risalire, ho premuto un ideale tasto play e sono piombata verso il basso.

Mi sono svegliata al momento dell'impatto con il suolo, o giusto un attimo prima, e ho avuto paura.
Ho pensato «Cazzo, mi sono suicidata!» (non si può essere fini in certi casi), e ho rivisto mentalmente le scene della caduta e ho pensato a quell'insolita prospettiva del mio poggiolo...

 

Guardavo prima su internet per il significato di questo sogno, per curiosità... In sintesi, dice che sognare il suicidio indica il bisogno di liberarsi di quella parte di sé che rende difficile il distacco da una situazione precedente che dobbiamo o vogliamo lasciarci alle spalle...
Ma pensa te...
Effettivamente, se davvero è così, questo sogno non ha poi tanto torto... Anche il fatto di riavvolgere il nastro, di voler vedere il tutto sotto un'ottica diversa, e poi comunque lasciare scorrere la storia...

E proprio oggi, giusto perché i sogni non arrivano mai a caso, mi sono trovata a spendere ancora energie per ribadire il finale della storia, e lasciar andare quel nastro in un dovuto e necessario play...
E se non si fosse capito, lo ripeto: basta.

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venerdì, 29 agosto 2008, 10:56

Dopo neanche una settimana di lavoro, io e la Petunia abbiamo già litigato. Poteva essere altrimenti?

L'oggetto della discussione, questa volta, è la temperatura all'interno del nostro ufficio.
A lei dà fastidio l'aria condizionata, perché le scatena una serie inenarrabile di malesseri e un conseguente mugugno continuo, che devo peraltro sopportare io... quindi niente condizionatore (sigh).
Resta solo la porta-finestra e un po' di pazienza (mia), aiutate in questi giorni da un vento agitato che rende più sopportabile l'ultima botta di caldo estivo.
Peccato però che la mia scrivania si trovi perfettamente in linea tra la porta-finestra e la porta d'ingresso del nostro ufficio, quindi in piena corrente!
Posso lamentarmi un po' anche io? Ok, grazie!  Stare in corrente mi dà particolarmente fastidio, perché a un iniziale effetto di frescura e benessere segue un indolenzimento delle articolazioni che proprio non sopporto, quindi l'unica soluzione è lasciare la porta-finestra aperta e chiudere la porta del nostro ufficio, e così abbiamo fatto fino a oggi.

Di punto in bianco, però, alla mia odiosa dirimpettaia questo compromesso non piace più, perché le porte chiuse sono la cosa che odia più di ogni altra... Questa è nuova! Non ho mai saputo che le porte chiuse fossero tra le cinque cose che odia di più al mondo, visto che ogni giorno se ne inventa una diversa!
Il risultato finale è che lei, con i suoi soliti modi da Petunia inacidita, ogni mezz'ora mi chiede se mi va bene tenere la porta aperta, se ho freddo, se ho caldo, se voglio accendere il condizionatore (sì, così dopo 10 minuti inizierebbe a lamentarsi!), giusto per provocarmi un po'... E io, che non ho intenzione di prendere un colpo d'aria per colpa sua, mi limito a risponderle seccamente e a tenere la porta semi-aperta, in modo da non essere completamente in corrente e di consentire a lei l'illusione di una via di fuga...

E mentre mi domando perché io debba sempre avere a che fare con persone mentalmente disturbate, rilevo che la mia mancanza di pazienza nei suoi confronti, già così accentuata a pochi giorni dalle ferie, può anche dipendere da una serie di fattori che, in questo ultimo periodo, mi rendono alquanto nervosetta.
C'è che la ripresa è stata un po' traumatica da diversi punti di vista, c'è che dormo male per un rumore fastidioso di dubbia provenienza, esattamente piazzato sopra la mia testa, e c'è che ho avuto brutte notizie che mi hanno lasciato una sensazione di vaga tristezza, scatenando riflessioni cupe e pessimistiche...
Tra l'altro, non so se succeda anche a voi, quando mi capita di pensare in negativo finisco per far sprofondare in un buco nero tutti gli ambiti della mia vita, in una spirale di pessimismo cosmico che Leopardi, in confronto, era Krusty il Clown... Sei giù per qualcosa e ti butti giù a catena un po' per tutto... Che palle! Risulto noiosa anche a me stessa!

Che dire... passerà.
Intanto il weekend è alle porte, ed è già qualcosa.

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mercoledì, 20 agosto 2008, 23:16
eh

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sabato, 16 agosto 2008, 23:35
Eccomi qui, sono tornata!
Fatemi aprire le finestre, giusto per cambiare un po' l'aria, e poi accomodatevi intorno al nostro solito tavolino, così potrò raccontarvi - a più riprese - le vacanze 2008 di Casa la Simo...

Vol. 1
Neanche il tempo di uscire dall'ufficio ed ero già allo Zoo di Bera, punto di partenza della nostra vacanza londinese.
Finalmente ho visto Londra! Non potevo essere stata dall'altra parte del mondo e non aver mai visitato la capitale del Regno Unito, che è qui dietro l'angolo! ... più o meno...

All'arrivo, ovviamente pioveva... e anche durante il nostro soggiorno ha piovuto spesso, ma anche questo fa parte del fascino della città.
Il B&B che abbiamo scelto era davvero molto centrale, ottimo per gli spostamenti, ma decisamente squallido!
Il direttore era un certo Wasiri, un pakistano sulla sessantina che ostentava uno smagliante sorriso di dentiera e amava palpeggiare le mie braccia e tenere la mia mano tra le sue... neanche a Londra la calamita ha perso il suo effetto...
La prima notte l'abbiamo passata in una stanza con vista sulla ferrovia, dove ogni cinque minuti passava un treno... morale: non ho chiuso occhio Ma la mattina successiva, dopo aver protestato, siamo state spostate in una stanza silenziosa e anche un po' più decente della prima.
La pulizia dell'albergo lasciava a desiderare, e trovava il suo punto di forza in uno spray per ambienti dall'odore stucchevole, che veniva spruzzato senza parsimonia in ogni dove.
La colazione continentale era anche varia e sostanziosa, ma io sono nata principessa e ho quasi sempre preferito il latte bianco alla vaniglia e la brioche o la butterfly cake di Starbucks... ognuno ha i suoi vizi

Breakfast in LondonSiamo rimaste pochi giorni, quindi abbiamo visitato solo le mete classiche del turismo, da Hide Park al Madame Tussaud's, da Westminster a Covent Garden, da Piccadilly Circus a Trafalgar Square...

Uno dei momenti più divertenti lo abbiamo avuto al museo delle cere, dove abbiamo scattato una tonnellata di foto kitsch in cui interagiamo con i vari personaggi presenti... e le figuracce si sono sprecate

La scelta peggiore della vacanza è stata quella di fare il tour guidato della città su un bus scoperto a due piani: io che se sto ferma per più di cinque minuti inizio a scalpitare come un Mini Pony, ho patito particolarmente la costrizione di vedere i monumenti che scorrevano intorno a me senza che io potessi godermeli con i miei tempi... Inoltre, circa a metà del percorso, è venuto giù il diluvio! Insomma: un'esperienza da dimenticare, che sconsiglio vivamente a chiunque!

E invece una delle scelte più giuste è stata andare a teatro a vedere il musical Billy Elliot. Non potevo lasciare Londra senza aver visto almeno un musical, e non potevo andarmene da Londra senza aver visto un musical le cui musiche sono state composte da Elton... Per fortuna la Bera, inizialmente restia, si è fatta convincere, e alla fine eravamo entrambe entusiaste e commosse! Certo, le nostre poltrone erano un po' troppo vicine a quelle davanti, quindi ho dovuto mantenere per tre ore una posizione a dir poco scomoda, ma ne è valsa la pena, davvero... Scenografie dinamiche e perfette per ogni scena, attori bravissimi sia nel ballo che nella recitazione, e poi la musica... quella musica che conosco bene, e che mi emoziona sempre...

E in un attimo era già ora di tornare a casa, giusto poco prima che la Bera mi buttasse giù dalla Torre di Londra per vendicarsi di tutti i chilometri che le ho fatto fare a piedi, quando lei avrebbe invece preferito riposarsi un po'... sì perché quando parto io non mi fermo più, altro che coniglietto Duracell!


Prima di chiudere questo primo post sulle vacanze, desidero ringraziare Simonyou per tutti i preziosi consigli che ci ha dato prima di partire!
Simo, mi sa che abbiamo un altro punto in comune: ora che finalmente ho visto Londra, posso dire che la adoro e che non vedo l'ora di tornarci... per visitarla ancora meglio, per vedere un altro musical, per respirare ancora un po' di quell'aria carica di pioggia che mi manca già...

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lunedì, 04 agosto 2008, 00:00
La valigia è pronta, gridiamo al miracolo!
Sì perché di solito io sono quella dell'ultimo minuto, quella che parte al mattino e la sera prima è ancora lì a stirare le ultime magliette e piegare la biancheria... Invece questa volta parto di pomeriggio e la sera prima sono già pronta!

Questa volta ho proprio voglia di partire... cambiare aria, visitare nuovi posti e dedicarmi del tempo...
In questo ultimo mese ho guardato alla mia vita con serena lucidità, e in questa valigia appena preparata ha trovato posto anche una consapevolezza che avevo perso in qualche angolo di me... And I'm feeling good

Di contro, mi mancherà la Casa e tutto ciò che comporta... ma al ritorno sarà ancora più bello esserci di nuovo...

Non mi resta che abbracciare tutti voi e augurarvi buone vacanze... a presto!

 

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martedì, 29 luglio 2008, 08:59

Non per petunizzarmi, ma devo dire che stanotte ho dormito poco e niente.

C'era troppo caldo (e nessuno nomini il condizionatore, per piacere!) ed ero un po' inquieta, forse perché la pizza che ho ordinato per cena mi è rimasta sullo stomaco insieme a qualche pensiero di troppo...
Poi mi sono appisolata, forse sognavo, fatto sta che c'era mio padre che mi abbracciava e mi diceva Va tûtto ben, pulìn... Poi non so se nel sogno o sul mio letto sfatto di calura estiva ho pensato che in realtà mio padre non mi ha mai abbracciata e non mi ha mai detto va tutto bene, pulcino... Ero io che gli dicevo sempre andrà tutto bene, e non avevo neanche ragione.

Forse è perché a volte mi manca la mia famiglia, o magari quella che non ho avuto.

Ho dormito poco e niente stanotte, e questa stronza qui davanti ha già attaccato la solfa quotidiana delle sue solite cazzate (come divento scurrile quando sono nervosa!).

Oggi va così, domani sicuramente meglio.

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mercoledì, 23 luglio 2008, 10:37

Ero incinta e stavo andando all'ospedale per partorire.
Ma stavo benissimo ed ero in gran forma: allo specchio ho visto che indossavo una maglietta grigia molto carina e avevo un pancino tondo che mi donava parecchio.
Nessun dolore, nessuna contrazione, solo la lucida consapevolezza di essere prossima al parto.

L'ospedale doveva essere quello in cui sono stata operata qualche anno fa: non mi fido di quel posto, non mi fido di quei medici cattolici che ti squarterebbero in due pur di tenere fede ai loro ottusi principi, ma stranamente non provavo inquietudine. Ero consapevole dei miei pensieri ma ero (almeno apparentemente) tranquilla.

Il medico a me assegnato assomigliava a Fabrizio Frizzi  e la sua assistenza era qualcosa a metà tra la visita guidata dell'ospedale e il tentativo di organizzare il parto.
A un certo punto sento che la testa del bambino sta iniziando a uscire: stavo camminando e continuavo a non sentire male, ma il medico di dice di aspettare perché non è ancora il momento... ma come, sento la testa del bambino e non è ancora il momento?!

A quel punto arriva anche mia mamma, che mi rimprovera di non fare le cose come vanno fatte... io le dico di lasciarmi fare e di non agitarmi perché non serviva e, per quanto possibile, trattengo la testa del bambino (cosa che peraltro mi riesce bene e senza sforzi, anche se sento che è una cosa "innaturale") e continuo il mio tour delle varie stanze che Frizzi mi fa visitare.
Andava anche deciso il tipo di parto, e lui inizia a parlarmi di cesareo... sì ma avrei dovuto prepararmi per questo intervento, e visto che il bambino era già pronto per uscire non vedo perché avrei dovuto fare il cesareo...

Non rammento la sua risposta. Ricordo solo la sua espressione sorridente e un po' imbabolata, che mi è rimasta negli occhi quando mi sono svegliata.

 

Preciso che ieri sera ho mangiato petto di pollo alla griglia e non impepata di cozze con peperonata!!
Via libera all'interpretazione del sogno! Chissà cosa vuol dire...

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lunedì, 07 luglio 2008, 23:27
Ecco, questa di solito è l'ora del panico...
Ho preso tutto?
No, manca sicuramente qualcosa!
Sì ma cosa?!
I biglietti ci sono (la cosa più importante!), la biancheria di ricambio, le magliette (in particolare quella per il concerto, con stampata davanti la copertina dell'ultimo greatest hits!), il cd da farmi autografare (spero!!), il beauty...

Ecco, a quest'ora mi sta salendo un po' di agitazione...
Hai ancora i capelli bagnati, cosa aspetti ad asciugarli?
Meglio che mi porti anche le infradito, ci saranno 40° a Venezia...
Chissà se lo troveremo, chissà se riuscirò ad avere il suo autografo e a fare una foto con lui... magari... e in caso sarò sconvolta dal viaggio e dal caldo, proprio perfetta per la galleria degli orrori...!

A un anno di distanza rivedrò Elton e adesso comincio davvero ad avvertire uno strano nodo allo stomaco...
Ha ragione il cane Rossi: è qualcosa simile all'entusiasmo che si provava da bambini quando si andava a dormire sapendo che il giorno dopo ci sarebbero stati i regali nel camino... un entusiasmo misto ad agitazione.
Questa volta vivrò le emozioni di questo concerto con le persone con cui condivido ogni giorno questa mia passione, un'ammucchiata di irriducibili nerd che aspettano solo di incontrare il loro beniamino e ascoltare le note del suo magico pianoforte... e per questo sarà ancora più bello...

Ecco, adesso l'agitazione fa proprio parte di me... e tutto sommato è una piacevole sensazione

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giovedì, 03 luglio 2008, 00:00
Auguri a Lupetto, anche se non ci leggiamo quasi più.

Auguri al mio gemellino Fra, con cui spesso ho in comune più cose della sola data di nascita.

Infine e (scusate) soprattutto, tanti auguri a me!




Avevo intenzione di farmi un regalo per questo compleanno, privatizzando il blog.
Per ora ho cambiato idea, il tavolino della nostra sala da tè è sempre aperto a tutti... poi, chissà...
Ma chi condivide con me tazzine e pasticcini avrà sempre un posto d'onore in questa Casa. Di questo state certi

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venerdì, 20 giugno 2008, 09:37

Ultimamente io e Manolito, il mio collega coetaneo, stiamo lavorando gomito a gomito per diversi progetti.
Passiamo molto tempo insieme e siamo più in confidenza rispetto a prima, quindi ormai parliamo anche di cose extra-lavorative.

Vedo proprio che lui cerca le situazioni, lavorative e non, per raccontarmi le sue questioni di cuore, forse per avere il punto di vista di una ragazza coetanea e rigirarlo sui soggetti di suo interesse...

Manolito ha una visione dell'amore piuttosto particolare, che spesso mi lascia perplessa: a lui piace una ragazza e lei, da quello che mi racconta, lo ricambia e gli fa capire in più modi che è interessata a lui... Nonostante questo, Manolito resta in estatica attesa di un'evoluzione spontanea della situazione
Voglio dire, anche se è palese che lei lo ricambia, lui non fa nessun passo avanti per dichiararsi... Dice che vuole vedere come vanno le cose, che non è sicuro che lei sia così presa... e quindi temporeggia.

Stamattina ne abbiamo parlato di nuovo, e io gli ho detto la mia: secondo me lui sbaglia perché così decide di "non vivere" le situazioni, di lasciarsi andare alla corrente e di non essere protagonista della sua vita. Capisco che lo fa per ritagliarsi un "angolo di salvezza", ma in questo modo mente solo a se stesso. Fa finta che la situazione non gli interessi, e invece è presissimo, e forse aspetta che sia lei a fare una mossa definitiva... mah, non so neanche io, comunque non mi sembra l'atteggiamento giusto verso le cose.

Per carattere preferisco agire piuttosto che lasciare che le cose seguano la corrente, mentre il mio collega ha bisogno che le cose gli succedano, perché forse così si sente gratificato e rassicurato...
Ognuno ha il suo modo di fare... e voi che modo preferite, di solito?

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